SIDS: la storia di Katiuscia


Quella di Katiuscia è una di quelle storie che si fa fatica a raccontare per il timore di profanarne i ricordi drammatici che l’hanno attraversata, ma anche che si è spronati a mostrare come l’esempio di coraggio e di rinascita a tutti quelli che rimangono schiacciati dai grandi dolori della vita.

Lei ha vissuto il peggiore, la morte di un figlio, della sua primogenita Alice che a soli cinque mesi di vita è morta a causa di quella strana malattia, la Sids- sindrome della morte improvvisa infantile, più comunemente conosciuta come morte inaspettata del lattante di cui la scienza non riesce ancora a dare spiegazioni esaurienti.

Alice è morta il 17 dicembre del 2005“, racconta Katiuscia con la forza di chi ha trasformato un trauma personale in una missione per aiutare chi come lei si è vista travolgere in pochi secondi da un lutto inconcepibile. “Aveva da poco compiuto 5 mesi ed io ero già incinta del mio secondogenito Lorenzo. La bambina , a parte un piccolo rialzo termico che le aveva probabilmente procurato l’ultima vaccinazione, stava benissimo e dormiva nella sua stanza. Quando sono entrata a controllare il suo sonno l’ho vista a pancia in giù, immobile. Un presentimento immediato, le ho toccato la testolina e ho sentito il gelo della morte. Penso che sia il dolore più devastante che una donna possa provare. Più che per un uomo, in quella fase della vita in cui cui quel legame di massimo attaccamento tra mamma e bambino, una donna è soltanto una madre e all’improvviso non è più niente. Alice era stata l’esperienza più bella capitata nella vita mia e di Andrea, tanto che si scherzava sul fatto che io avessi avuto, al posto di una depressione post partum, un’euforia post partum, tale era la mia gioia di averla avuta. E tale, infatti, era stata la nostra felicità che avevamo già messo in cantiere il secondo bambino. Ero disperata anche per lui, per lo shock che avrebbe potuto patire nella mia pancia, ancora prima di venire al mondo. Per fortuna all’ospedale, dove siamo corsi immediatamente con Alice in braccio, ormai morta, ci hanno subito messo in contatto con l’Associazione genitori Semi per la Sids (www.sidsitalia.it) a cui fanno capo tutte quelle persone i cui neonati sono stati colpiti dalla morte in culla. Ho subito parlato con altre mamme e altri papà che avevano avuto a che fare con questa morte assurda e improvvisa, con i medici e gli psicologi legati all’associazione, trovando immediatamente conforto nello sfogo di una vicenda che ci accomunava e nelle informazioni sulla “Sids che mi aiutavano a non sentirmi io responsabile della morte di mia figlia“.

semi-per-la-SIDS

In poco tempo Katiuscia è diventata un socio attivo di Semi per la Sids e al suo lavoro di informatrice per una società di puericoltura ha aggiunto quello per l’associazione nella quale si dedica in particolare alle campagne di prevenzione. Non si è, dunque, lasciata travolgere dal dolore, ma ha cominciato una nuova vita, nutrita dall’impegno sociale e dalle altre gioie della famiglia. “La forza di ricominciare l’ho presa anche dalla volontà di dare al nuovo bambino che stava arrivando una madre felice e serena come l’aveva avuta Alice. E poi, lavorando per l’associazione ho sempre avuto l’illusione di continuare a occuparmi di mia figlia. Anche gli incontri con le altre famiglie colpiti da questa disgrazia mi hanno dato coraggio e mi hanno dimostrato che anche dalla più terribile delle esperienze può nascere qualcosa di buono“.

Oggi Katiuscia e Andrea sono ritornati a vivere con entusiasmo la loro strada di genitori di una nidiata numerosa. Dopo Lorenzo, infatti, sono arrivati Edoardo e Viola che sanno di avere in qualche parte nascosta del cielo un’ altra sorellina.

Katiuscia De Leonibus, nata a Pescara nel 1976, vive da anni a Milano. Ha un diploma di educatrice per l’infanzia e i bambini sono la sua prima grande passione. Ha avuto dopo Alice altri 3 meravigliosi bambini.

 

(Fonte: Rivista Insieme – Ottobre 2012)

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